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Tesi di Laurea

  Tesi di Laurea

 

 STUDIO IDROLOGICO DI BACINO E POSSIBILI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICA

PER IL FIUME SALTO

 

Questo studio è nato con l’intenzione di mettere in sicurezza il centro abitato di Grotti di Borgorose, sito in provincia di Rieti, nei confronti del rischio d’inondazione. L’Autorità di Bacino del Fiume Tevere, nel Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico ha classificato il paese come zona a Rischio molto elevato (R4= perdita di vite umane, danni gravi agli edifici); caratterizzata da una Moderata probabilità di inondazione (Tr = 100 anni).

Per poter proporre possibili interventi di sistemazione idraulica, è necessario affrontare lo studio idrologico del bacino del Fiume Salto, affluente di sinistra del Fiume Velino; scegliendo come sezione di chiusura l’abitato di Grotti.

Si partirà con una fase conoscitiva abbastanza ampia del territorio, per arrivare a definire in maniera più che dettagliata, tutti gli aspetti caratterizzanti i parametri da considerare in uno studio di bacino.

In secondo luogo si definiranno le fasi fondamentali per procedere allo studio idrologico di un generico bacino, per poi passare nello specifico al processamento dei dati relativi al bacino idrografico del Fiume Salto.

L’assenza di rilevazioni idrometriche nel comprensorio, sposterà lo studio verso l’individuazione di una serie attendibile di dati pluviometrici, estrapolati dagli annali idrologici, forniti dal Compartimento di Roma del S.I.M.N. - Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale.

Il calcolo della portata di massima piena, con determinati tempi di ritorno, avverrà processando i dati di pioggia e di bacino, con un software denominato “RiverQ”, elaborato e proposto dall’ Ufficio Difesa del Suolo Regione Basilicata; il valore di portata ricavato in questa sezione, sarà poi la base per la progettazione e la verifica degli interventi da proporre.

Prima di ciò, si passeranno in rassegna le formulazioni matematiche fondamentali per l’idraulica pratica fluviale e le tecniche di sistemazione dei corsi d’acqua, concentrando maggiore attenzione alle opere di difesa longitudinali.

Ampio spazio in questa sezione verrà dedicato sia alle tecnologie, che ai materiali, naturali e non, impiegati in tali opere.Il tratto di fiume oggetto del possibile intervento, è stato delimitato sulla base delle indicazioni fornite dalla perimetrazione delle aree esondabili e ad elevata instabilità, eseguita dall’Autorità di Bacino dei Fiume Tevere.La conoscenza del territorio per l’acquisizione delle informazioni base, lo studio idrologico di bacino e le ipotesi di sistemazioni idrauliche con relative verifiche, rappresentano le sezioni fondamentali, trattate e sviluppate, nel presente studio.

La sistemazione idraulica deve essere considerata un processo ampio ed articolato di pianificazione degli interventi, atti a mitigare o inibire il rischio, ma con lo scopo non secondario di far divenire tali opere parte integrante e caratterizzante del territorio. La vastità delle variabili e dei parametri ambientali e climatici, da inserire nei modelli matematici per la deduzione di dati progettuali, richiederebbe e meriterebbe notevoli ed approfondite indagini con conseguenti raccolte di dati, fondamentali per progetti ingegneristici di difesa idraulica ed ambientale.

Le proposte di intervento nel tratto del Fiume Salto oggetto di studio, hanno avuto la finalità primaria di garantire la riduzione immediata del dissesto idraulico ed idrogeologico in evoluzione, e di prevedere altresì, il miglioramento nel tempo di quei requisiti fondamentali di stabilità per l’ambiente circostante. Le opere ipotizzate sono state scelte tenendo bene in conto la facilità di approvvigionamento dei materiali e la semplicità di realizzazione; impiegando mantellata di gabbioni , unitamente alla palificata di tipo reatina, si è riusciti a soddisfare ad entrambe le prerogative.

Purtroppo, in generale, non mancano riscontri nella realtà che tanto si discostano dalle linee guida basilari di una progettazione finalizzata al risanamento ed alla protezione del bene ambiente.

La tutela idrogeologica è stata per molto tempo oggetto di interventi disorganici, spesso conseguenti solo alla necessità di gestire situazioni di emergenza; ciò è avvenuto nonostante la legge n. 183/1989, fonte principale della materia, abbia previsto un articolato sistema di pianificazione.

Proprio facendo riferimento agli aspetti normativi in materia, ed ai vari enti, organi ed autorità in essa operanti, si è visto attraverso il presente studio, come a partire dall’ambito comunitario sino agli enti locali, sussistano le volontà e gli strumenti di attuazione per tutelare il territorio dai rischi dì natura idrogeologica. Promuovendo studi volti alla individuazione delle situazioni di dissesto e degrado ambientale e, successivamente, ad interventi di eliminazione e mitigazione del rischio, si è in grado valorizzare un “bene sociale” spesso sottovalutato e trascurato: “l’ambiente“.

 

 

 

 

 

                            
 
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Vittorio Tomassetti  
 
 
 
  Vittorio Tomassetti Ingegnere per l'Ambiente ed il Territorio
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